domenica 20 ottobre 2013

COSTITUZIONE: LA VIA MAESTRA


Roma, 12 Ottobre 2013


"La Costituzione è stata tradita. La politica ha tradito la sua funzione di servizio alla comunità. Non siamo qui per celebrare un evento, ma per costruire un percorso comune di responsabilità”.

Questo l’incipit del discorso tenuto da Don Luigi Ciotti durante il suo intervento dal palco di piazza del Popolo a Roma.
Nella giornata in difesa della Costituzione, hanno aderito singoli cittadini, associazioni, esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. In diverse città sono nati i comitati “Per la via maestra”, che nelle scorse settimane hanno organizzato iniziative per promuovere la partecipazione alla manifestazione. Hanno espresso il loro autorevole parere, oltre a Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky. Interventi diversi ma legati da un unico filo conduttore: difendere il tentativo bieco e malsano, da parte dei poteri forti della politica italiana, di accelerare un percorso di cambiamento della nostra carta costituzionale. Una “scorciatoia pericolosa” come ha evidenziato Stefano Rodotà, il quale si è soffermato soprattutto sui danni antidemocratici che saremmo costretti a subire se venissero modificati certi articoli in nome di una maggiore flessibilità imposta dall’esterno (su tutte le parole usate da JP Morgan nei confronti delle costituzioni europee, ritenute troppo “socialiste” ).
Molto intenso e viscerale l’intervento di Maurizio Landini, per il quale non si deve cambiare la Costituzione, bensì il Paese e la politica attraverso la Costituzione.
Aggiunge Landini: “Bisogna riflettere sul problema della finanziarizzazione dell’economia. L’articolo 18 è stato cancellato, ma avete visto frotte di multinazionali alle frontiere? Il Parlamento deve decidere se difendere il lavoro o la finanza”.
Tanti i temi toccati nella giornata: dai problemi di carattere sociale e lavorativo, alla condizione disumana delle carceri italiane; dalla legge sull’immigrazione clandestina, ai diritti fondamentali che la nostra carta riconosce ai propri cittadini, e che lo Stato dovrebbe garantire, come il lavoro e il futuro delle generazioni più giovani.
Don Ciotti si è soffermato su quanto la corruzione in italia ogni anno porti via 60 miliardi di euro, e come sia impensabile, in uno scenario del genere, spendere soldi pubblici per gli (ormai famosi) F35.
Il fondatore di Libera afferma in tal proposito: “Cosa ce ne facciamo di questi aerei quando non ci sono i soldi per le persone? Non dò un giudizio sulle grandi opere, ma mi domando se ci sono delle priorità in questo paese quando non c’è assistenza alcuna per le persone che si stanno impoverendo”.
Don Ciotti punta il dito contro le istituzioni ree di essere sorde verso la società civile, la quale chiede di essere ascoltata. Non si può cambiare un cardine della nostra democrazia senza interpellare il popolo. Una crisi non solo economica, ma soprattutto di giustizia sociale. Una crisi  anche di una politica che ha tradito la sua funzione di servizio alla comunità: “Se la politica non serve il bene comune, non è politica”.
Immancabile il richiamo alla lotta contro le mafie. “La Costituzione è il primo testo antimafia del nostro Paese. Non solo la mafia delle armi ma anche quella della corruzione e dei privilegi”. La stoccata alla classe politica e dirigenziale del nostro paese è dura e trasparente.
E’ impossibile ricostruire questo paese se si cerca ogni volta di arrogarsi il diritto di cambiare la costituzione in punti considerati fondamentali per la salvaguardia democratica, sociale e lavorativa. 
“Il bene comune si ricostruisce attraverso l’inclusione delle persone, non l’esclusione. Non ci deve essere alcuna élite”.
L’intervento si conclude con un pensiero forte e toccante, rivolto alla coscienza di ogni cittadino:
“L’augurio che faccio a tutti noi è questo: siate eretici! La parola eresia deriva dal greco, e significa scelta. L’eretico è colui che sa scegliere, che sa esprimere un giudizio autonomo, colui che più della verità ama la ricerca della verità. Verità come ricerca e mai come possesso. Diffidate sempre da chi dice di aver capito tutto. Non cedete alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza”.
Ogni cittadino che vuol bene alla Costituzione, e che sente il dovere di non lasciarla affogare, dovrebbe meditare su queste parole.

Michele Campus

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