sabato 26 ottobre 2013

Buon Compleanno Ex-Colorificio!

“Ragazzi, avessi un po’ di spazio, come mi piacerebbe farvi tornare a collaborare, a riparare biciclette, ad allenarvi su una parete di arrampicata, a insegnare ai migranti i loro diritti e una nuova lingua, a cucinare cibo libero, a discutere di libri, ad ascoltare buona musica!”. Così, il 20 Ottobre 2012, il Municipio dei Beni Comuni, in forma aperta e pubblica, ha liberato l’ex Colorificio, restituendolo alla città e rendendolo fruibile a decine di attività, le più disparate e diverse, rispondenti a necessità e desideri di una cittadinanza sempre più stretta nella morsa della crisi, nel tunnel dell’impotenza teorica di un qualsiasi cambiamento.

Era il 1924 quando il chimico inglese Alfred Houlston Morgan fondò il Colorificio Toscano nel Viale delle Cascine, in un'area periferica caratterizzata da attività di tipo tradizionale a carattere stagionale, come i fornaciari per la produzione di laterizi o lo sfruttamento della pineta della vicina Tenuta di San Rossore. Rispetto a tali lavorazioni il Colorificio rappresentava un passo avanti in termini di modernità produttiva: una vera e propria impresa industriale faceva il suo ingresso nella zona di Barbaricina, favorita dalla concomitante vicinanza della linea ferroviaria e della Via Aurelia.

Dopo aver passato non senza difficoltà gli anni della Seconda Guerra Mondiale, con il boom economico a cavallo tra gli anni '50 e '60, consentito da una struttura dei salari ancora arretrata e da una crescente domanda estera, il Colorificio garantì ampi profitti agli operatori economici che fossero in grado di presentare sui mercati dei prodotti appetibili: esso infatti possedeva le risorse per non perdere l'appuntamento con una congiuntura economica estremamente favorevole. Ma è proprio in questi stessi anni che possiamo vedere le radici del ciclo di deindustrializzazione che ha portato Pisa ad avere il volto che oggi ci è familiare, con il polo dei Navicelli, che si sta trasformando grazie a una partita di scambio con la Saint-Gobain, in cui la multinazionale francese ha barattato la propria permanenza con il permesso di svolgere una vasta operazione immobiliare nelle aree prospicienti a cui se ne sono aggiunte altre. L'area di Viale delle Cascine, che fino a poco tempo fa ospitava il terzo polo industriale di Pisa, invece, non è stata ancora interessata né da operazioni di carattere speculativo né ha attirato l'attenzione dei grandi operatori pubblici presenti in città. La violenta lacerazione nel tessuto urbano prodotta dalla rapida destrutturazione portata avanti dalla multinazionale J Colors, che, come un rapace piomba dall’alto sulla vittima in una lotta impari, si è appropriata del Colorificio trasformando la fabbrica in magazzino, ha prodotto i licenziamenti degli ultimi lavoratori nel 2008. Il Diritto alla città, quindi, può e deve trovare modo di essere la leva con cui si ribalti il tentativo di un annullamento di ogni possibilità di accesso alla cultura, sport, servizi, lavoro, come di ogni tentativo di negare diritti in ogni sfera della vita, da quello alla salute al lavoro alla mobilità.

Livio Pepino e Marco Revelli sono tra i curatori del libro uscito per Edizioni Gruppo AbeleGrammatica dell’indignazione”: «L’indignazione è maggioranza nel Paese – spiegano – ma rischia di non contare nulla a livello istituzionale o di veicolare risposte populiste e demagogiche di corto respiro. Per questo è utile provare a mettere ordine, a trasformare un sentimento diffuso in proposta di cambiamento e allo stesso tempo di conservazione di ciò che, invece, va mantenuto e di cui troppi vorrebbero liberarsi, dalla Costituzione al welfare».

Uno spazio sociale rappresenta il segno tangibile e vissuto da migliaia di persone di una direzione alternativa, non legata a un’idea aprioristica di sviluppo, bensì capace di rispondere a un piano urbano finalmente centrato sull’ecologia, sulla valorizzazione dell’esistente, sui bisogni dei cittadini: per cui, dopo questi dodici mesi, anche e soprattutto in questi che sono i giorni più duri e difficili a causa dello sgombero imposto, buon compleanno, ex Colorificio!

Niccolò Batini

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