Durante l’ultima Festa Democratica
di Riglione, la Senatrice Laura Puppato (PD) risponde alle nostre domande per
“LIBERA la Voce”.
(N.B.) Durante questa estate il tema centrale del panorama politico sono
stati i guai giudiziari di Berlusconi. Lei, da senatrice di un partito alleato
con il PdL, non pensa che debba essere primario il ruolo della legalità anche e
soprattutto in Parlamento?
(L.P.) Le diverse funzioni dei
diversi poteri dello Stato non possono essere in discussione perché questo
significherebbe la cancellazione dei diritti costituzionali e la cancellazione
dell’Italia dai paesi democratici, quindi il tema della legalità è uno dei temi fondamentali.
Non soltanto è importante recuperare una rappresentanza politica che sia in
grado di non essere inquinata dal dubbio, ma il discorso deve essere una
questione che ha a che fare con il sistema giudiziario che ha reso difficile la
vita agli onesti in questo paese; la corruzione infatti trova una sua ragion
d’essere proprio nella lentezza del sistema giudiziario, troppo lento a dare il
verdetto finale. Guai se scivoliamo indietro dimenticandoci di tenere la barra
dritta sul tema della legalità.
(N.B.) E’ dal 1999 che l’Europa ci chiede una legge anticorruzione. Come
pensate di risolvere, da un punto di vista legislativo, con questi alleati, il
problema che attanaglia il nostro paese per un gettito totale di decine di
miliardi all’anno?
(L.P.) Nella domanda percepisco del
dubbio e questo è legittimo perché si percepisce, inutile negarlo, un clima di
sfiducia dal momento che con questi partner parlare di legalità e giustizia è
molto difficile, però non abbiamo alternative e finché c’è questo governo si
può comunque trovare una maggioranza trasversale su alcuni temi come questi
perché potrebbero essere disponibili al voto una parte del PdL, del Movimento 5
Stelle, di Scelta Civica e via dicendo. A mio avviso con una legge si dovrebbe
puntare, più che a un inasprimento della pena, ad esempio, a una pubblica
amministrazione trasparente: questa cosa è talmente importante che, da sola,
potrebbe cancellare una quota rilevante della corruzione ad personam, ovvero
quella che è situata all’interno di uno stretto cerchio di potere politico. A
questo dovremmo associare una buona legge (se non con questo governo con il
prossimo) che impedisca le investiture politiche e le connivenze che stanno a
monte, ad esempio, di troppi Consigli di Amministrazione.
(N.B.) Si parla molto di IMU. Ma dei miliardi di euro in mano alle mafie
nell’ambito del traffico di droghe (specialmente quelle leggere) nessuno parla:
è un tema troppo delicato da affrontare in un clima di perenne campagna
elettorale?
(L.P.) Per la cannabis terapeutica
abbiamo già fatto qualche passo in avanti, sul resto c’è molto da fare, ma
credo che qualcosa possa e debba muoversi in questa nuova direzione, così come
stiamo facendo ad esempio sui diritti gay.
(N.B.) Evasione fiscale e riciclaggio. Adesso che siete al governo, cosa
fare a breve e lungo termine?
(L.P.) Penso che qualcosa di buono
sia già stato fatto mettendo la soglia massima dei 1000€ in contanti, con
questo abbiamo intanto messo i puntini sulle i. Dovremmo mettere in moto una
macchina che parta dal presupposto del corretto rapporto tra cittadino e Stato,
per poi verificare in modo efficace il percorso inverso: a chiunque si permetta
di fregare lo Stato saranno comminate pene molto severe. Credo che se vogliamo
recuperare una credibilità nel sistema italiano dobbiamo iniziare a cambiare la
mentalità del privato rispetto al pubblico e viceversa: dobbiamo ripristinare
il clima di fiducia reciproca.
(N.B.) Spesso, come nel caso di Campobello di Mazara, sono stati sciolti
comuni governati dal PD per infiltrazione mafiosa. Su questo tema, crede di
poter cambiare dall’interno il suo partito? Come?
(L.P.) Non conoscevo questo caso,
ma posso dire che in Calabria sono le nostre sindache che sono eroine per
quello che stanno facendo e vivendo contro la mafia. Credo che ci sia bisogno
di una presenza più importante dello Stato accanto ai sindaci coraggiosi
soprattutto nelle aree a rischio, del Sud ma non solo; finora di loro ci si
ricorda solo quando ci sono gesti eclatanti come quelli di minacce alla loro
vita o attentati alle loro case e ai loro beni: queste sono persone che vanno
accompagnate, tutelate e protette. Per quanto riguarda la lotta ai criminali e
ai mafiosi nella vita pubblica credo che siamo sulla strada giusta e spero che
al più presto metteremo fine al tormentone estivo (in realtà pluriennale) che
ci vede costantemente discutere se una persona che si è macchiata di reati
gravi come questi possa o debba continuare a svolgere la sua funzione di
rappresentante del popolo: io dico no.
Niccolò Batini
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