Pisa, città universitaria, città di studenti e di bici.
Pisa, fine settimana, città di studenti e quel che rimane
delle bici.
Città di circa 86000 abitanti, con più di 50000 studenti che
si recano nel centro della città quotidianamente. Il principale mezzo di
trasporto, come tutti sappiamo, è la bicicletta. Grazie alle tante rastrelliere,
presenti vicino ai posti di lavoro ed ai vari dipartimenti, è possibile trovare
un loco per il proprio ciclo. Non è così il fine settimana. Piazza Garibaldi,
Borgo Largo, Borgo Stretto, Piazza XX settembre,
sono tra i tanti posti preferiti per posteggiare. Ma finiti i posti, dove si
parcheggia la bici? Durante il week end tanti studenti sono costretti a cercare
qualsiasi appiglio per poter incatenare la propria bici e le proprie speranze
di ritrovarla. Pali della segnaletica stradale, pluviali, transenne per lavori
in corso ed altro ancora sono strumentalizzati per assicurare la propria bici.
Ma non basta. Tutti, a Pisa, hanno subito un furto o ne hanno sentito parlare.
Ma chi sono i ladri?
C’è una piccola differenza tra chi ruba e chi tace: il
ladro, di solito, ruba per necessità, l’omertoso perché lo fa? L’omertà, per
definizione, consiste nel tacere, nel negare qualcosa che ci appartiene, come
in questo caso, la nostra dignità. Ma quindi chi ruba? I ladri e gli omertosi?
L’omertà consiste nel defraudare la visione della realtà,
costruendo muri di bugie a discapito della verità. Si sta parlando di quei muri
che alziamo di fronte a gesti di frode, di fronte all’atto di furto di bici, di
ruote, oppure di fronte allo stessa compravendita di un ciclo, magari il
nostro.
Eppure non bisogna essere eroi. Ad uno studente gli venne
rubata la bici. Chiaramente non è questa la notizia, ma, dopo averla ritrovata,
“in vendita” al di fuori della mensa centrale, con un po’ di “faccia tosta”
disse: “Guarda che la bici è mia!!”e se la riprese.
Inoltre ebbe anche la possibilità di legittimarla. Infatti, grazie
ad un ulteriore catenaccio, non vincolante ma ancora presente, poté anche
segnalare il furto alle forze dell’ordine dimostrandone la proprietà.
Siamo liberi se siamo cittadini onesti che non si nascondono
dietro a nulla. Evitiamo le solite frasi fatte “è colpa dello stato”, “la
polizia non fa mai niente”, “tanto sarà sempre così”. Dice Aldo Busi in “Grazie
del pensiero”<<È la vostra mafiosità spicciola, o italiani, lo zoccolo duro su cui giostra l'intero cavallo
di Troia della mafia nazionale>>.
Inoltre non siamo così soli in questa piccola lotta
cittadina. Pisamo, che si occupa della mobilità Pisana, da anni svolge delle
attività per cercare di arginare il problema. La punzonatura è una delle tante
attività intraprese. Consiste nel marchiare la propria bici con un numero.
Oltre che ad essere uno strumento per poterla legittimare, è probabilmente
anche un antifurto stesso, così come per i telai delle auto.
Imminente l’arrivo del bike
sharing Pisano. Proprio a partire da metà maggio, sarà possibile
condividere la bici pubblica. Probabilmente avrete già notato i primi pilastri
di attacco delle bici presenti in alcune zone della città. Nel sito www.pisamo.it
trovate tutte le informazioni sulla punzonatura, bike sharing, vendita delle bici rimosse e molto altro su bici,
furti, statistiche e così via (anche nel link http://www.pisamo.it/interno.php?id=829&lang=it).
Un proposta da lanciare al comune e alle forze dell’ordine
potrebbe essere maggiori rastrelliere antifurto, maggiori forze dell’ordine
notturne, magari in bicicletta, e molte altre.
Ma prima di criticare, cerchiamo di dar voce alla nostra
voglia di libertà quando compriamo qualcosa che forse era già nostra, anche se
una semplice bici.
Non nascondiamoci dietro muri di omertà, liberiamo la nostra
dignità.
O’ pappece ra’ mafia
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