sabato 14 settembre 2013

Chi sono i ladri?


Pisa, città universitaria, città di studenti e di bici.

Pisa, fine settimana, città di studenti e quel che rimane delle bici.

Città di circa 86000 abitanti, con più di 50000 studenti che si recano nel centro della città quotidianamente. Il principale mezzo di trasporto, come tutti sappiamo, è la bicicletta. Grazie alle tante rastrelliere, presenti vicino ai posti di lavoro ed ai vari dipartimenti, è possibile trovare un loco per il proprio ciclo. Non è così il fine settimana. Piazza Garibaldi, Borgo Largo,  Borgo Stretto, Piazza XX settembre, sono tra i tanti posti preferiti per posteggiare. Ma finiti i posti, dove si parcheggia la bici? Durante il week end tanti studenti sono costretti a cercare qualsiasi appiglio per poter incatenare la propria bici e le proprie speranze di ritrovarla. Pali della segnaletica stradale, pluviali, transenne per lavori in corso ed altro ancora sono strumentalizzati per assicurare la propria bici. Ma non basta. Tutti, a Pisa, hanno subito un furto o ne hanno sentito parlare.

Ma chi sono i ladri?

C’è una piccola differenza tra chi ruba e chi tace: il ladro, di solito, ruba per necessità, l’omertoso perché lo fa? L’omertà, per definizione, consiste nel tacere, nel negare qualcosa che ci appartiene, come in questo caso, la nostra dignità. Ma quindi chi ruba? I ladri e gli omertosi?

L’omertà consiste nel defraudare la visione della realtà, costruendo muri di bugie a discapito della verità. Si sta parlando di quei muri che alziamo di fronte a gesti di frode, di fronte all’atto di furto di bici, di ruote, oppure di fronte allo stessa compravendita di un ciclo, magari il nostro.

Eppure non bisogna essere eroi. Ad uno studente gli venne rubata la bici. Chiaramente non è questa la notizia, ma, dopo averla ritrovata, “in vendita” al di fuori della mensa centrale, con un po’ di “faccia tosta” disse: “Guarda che la bici è mia!!”e se la riprese.

Inoltre ebbe anche la possibilità di legittimarla. Infatti, grazie ad un ulteriore catenaccio, non vincolante ma ancora presente, poté anche segnalare il furto alle forze dell’ordine dimostrandone la proprietà.

Siamo liberi se siamo cittadini onesti che non si nascondono dietro a nulla. Evitiamo le solite frasi fatte “è colpa dello stato”, “la polizia non fa mai niente”, “tanto sarà sempre così”. Dice Aldo Busi in “Grazie del pensiero”<<È la vostra mafiosità spicciola, o italiani, lo  zoccolo duro su cui giostra l'intero cavallo di Troia della mafia nazionale>>.

Inoltre non siamo così soli in questa piccola lotta cittadina. Pisamo, che si occupa della mobilità Pisana, da anni svolge delle attività per cercare di arginare il problema. La punzonatura è una delle tante attività intraprese. Consiste nel marchiare la propria bici con un numero. Oltre che ad essere uno strumento per poterla legittimare, è probabilmente anche un antifurto stesso, così come per i telai delle auto.

Imminente l’arrivo del bike sharing Pisano. Proprio a partire da metà maggio, sarà possibile condividere la bici pubblica. Probabilmente avrete già notato i primi pilastri di attacco delle bici presenti in alcune zone della città. Nel sito www.pisamo.it trovate tutte le informazioni sulla punzonatura, bike sharing, vendita delle bici rimosse e molto altro su bici, furti, statistiche e così via (anche nel link http://www.pisamo.it/interno.php?id=829&lang=it).

Un proposta da lanciare al comune e alle forze dell’ordine potrebbe essere maggiori rastrelliere antifurto, maggiori forze dell’ordine notturne, magari in bicicletta, e molte altre.

Ma prima di criticare, cerchiamo di dar voce alla nostra voglia di libertà quando compriamo qualcosa che forse era già nostra, anche se una semplice bici.

Non nascondiamoci dietro muri di omertà, liberiamo la nostra dignità.
O’ pappece ra’ mafia

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