martedì 17 settembre 2013

Lavoro e non solo: una storia di antimafia

Corleone, paesino della Provincia di Palermo nell’entroterra siciliano, è tristemente noto per l’influenza che alcuni suoi cittadini, tra i quali Bernardo Provenzano e Salvatore Riina, hanno avuto sullo sviluppo di Cosa Nostra. Si legge Corleone e si pensa alla capitale della mafia.

In realtà, parallelamente al sistema mafioso, a Corleone è nato quel movimento che a quel sistema si opposto con forza e coraggio.

Uno dei simboli di questa lotta è la Cooperativa Lavoro e non solo, nata da un progetto di Arci Sicilia e partner di Libera, alla quale a partire dal 1999 sono stati affidati terreni un tempo appartenenti a famiglie mafiose.

Ad oggi, la Cooperativa gestisce 150 ettari di terreno sparsi tra Corleone, Morreale e Canicattì e la vecchia casa della famiglia Grizzaffi, oggi Casa Caponnetto. Qui, ogni estate dal 2008, alloggiano centinaia di giovani volontari del progetto LiberArci dalle Spine che scelgono di affiancare i soci della Cooperativa nell’attività agricola e di prendere posizione contro la mafia.

Durante le settimane trascorse a Corleone si è parlato molto di cambiamento culturale, di mutamento di mentalità e degli atteggiamenti, sia individuali che collettivi. I vari ospiti intervenuti a Casa Caponnetto hanno ribadito che sono proprio i giovani la chiave di questo cambiamento.

Quindi si capisce l’importanza di esperienze come i campi di lavoro sulle terre che un tempo appartenevano alla mafia e che oggi sono invece della comunità.

Se durante i primi anni di vita della Cooperativa i soci percepivano un atteggiamento di chiusura, di timore nei loro confronti, a tal punto che alcuni commercianti del paese rifiutavano di vendere loro i prodotti di cui avevano bisogno per dar inizio alla loro attività agricola, adesso quegli stessi commercianti sono disposti a far loro credito.

Nonostante le difficoltà che la loro scelta di vita ha comportato, i soci della Lavoro e non solo non si sentono più soli e questo grazie anche ai giovani di tutta Italia che scelgono di partire per andare a raccogliere i frutti delle terre che chiedono riscatto, quei prodotti che hanno un sapore in più, quello della legalità.

Alessia Giorgetti

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